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Dopo l’esito referendario, la commissione Affari istituzionali ha licenziato con parere contrario unanime la proposta di legge della Giunta regionale per la fusione dei comuni di Castiglione di Garfagnana e Villa Collemandina

di  Benedetta Bernocchi, 12 giugno 2018

 

COMMISSIONE – È stata licenziata dalla commissione Affari istituzionali, con parere contrario unanime, la proposta di legge della Giunta regionale per l’istituzione del comune unico di Villa di Castiglione per fusione dei comuni di Castiglione di Garfagnana e Villa Collemandina in provincia di Lucca.

 

In commissione è stato preso in considerazione l’esito del referendum consultivo delle popolazioni interessate. Il presidente Bugliani ha riepilogato i dati. Gli aventi diritto al voto nei due comuni interessati sono 3mila153, i votanti complessivi sono stati mille e 534. I cittadini che si sono espressi in modo favorevole alla fusione sono stati 815 mentre 710 quelli contrari. Nel dettaglio, nel comune di Castiglione di Garfagnana i votanti sono stati 998, 473 i sì alla fusione e 517 i no mentre a Villa Collemandina su 536 votanti i sì sono stati 342 e i no 193.

 

Il presidente Giacomo Bugliani (Pd) ha spiegato “la commissione ha ritenuto di licenziare con parere contrario questa proposta di legge in quanto ben al di fuori dei parametri stabiliti con la risoluzione 39 del 2016, che postulava un voto favorevole di almeno i due terzi delle popolazioni interessate”. “Non essendo stato raggiunto questo risultato – ha concluso il presidente – non si è potuto far altro che bocciare la proposta di legge”.

 

Nel corso del dibattito, voto contrario è stato espresso da Marco Casucci (Lega nord), che ha ribadito “la bassa partecipazione dei cittadini al referendum. La popolazione – ha detto il consigliere regionale – si esprime in senso contrario non andando a votare”.  Anche Gabriele  Bianchi a nome del Movimento 5 Stelle ha dato parere contrario a questa proposta di legge chiedendo di “migliorare i processi partecipativi per le fusioni”. Voto contrario anche del Partito democratico espresso da Massimo Baldi, che ha ricordato che “il referendum è uno strumento consultivo che serve per informarsi su tendenza di opinione e orientamento della popolazione. Sentiti i cittadini abbiamo ritenuto non ci fossero le condizioni per procedere”.

 

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