Dietro le scelte di (s)Ventura non vediamo tanto un’involuzione tattico-storica, quanto il terrore di essere associato ad uno storico fallimento, e di conseguenza il paracu*arsi riproponendo la nazionale di Conte che aveva ben figurato agli Europei, così da crearsi una sorta di alibi in caso di sconfitta.

Torino
06:00 del 11/11/2017
Scritto da Gregorio
FONTEITALIANOSVEGLIA.COM

Dietro le scelte di (s)Ventura non vediamo tanto un’involuzione tattico-storica, quanto il terrore di essere associato ad uno storico fallimento, e di conseguenza il paracu*arsi riproponendo la nazionale di Conte che aveva ben figurato agli Europei, così da crearsi una sorta di alibi in caso di sconfitta. Che Dio ce la mandi buona (la Svezia vista nei gironi fortunatamente è davvero scarsa)

Se pensiamo di non potere andare fuori per questioni storiche o di prestigio siamo degli ingenui. La Svezia è complessivamente inferiore a noi ma non di molto. Inoltre è quotata a livello politico e potrebbe godere di qualche aiutino, specie se partita in bilico, tipo il rigore inventato a favore della Svizzera contro l’Irlanda del Nord

Il nostro calcio ha prodotto gioco e risultati d’élite quando ha potuto schierare calciatori d’élite. Non solo difensori e centrocampisti di rottura, ma anche grandi uomini offensivi.


Mazzola e Riva e Boninsegna a Mexico 70; Rossi e Antognoni e Bruno Conti a Spagna 82; Totti e Del Piero e Toni e Pirlo a Germania 2006. Certo, anche Facchetti, Zoff, Scirea, Gentile, Cannavaro, Buffon e Zambrotta. Tutti insieme, una qualità spaventosa. Che oggi non appartiene all’Italia, a confronto con altre nazionali. Succede, questione di cicli e di programmazione. È il tempo che gestisce e andrebbe gestito.

Zero idee contro una squadra senza grande qualità, la squadra italiana è andata davvero poco al di là dei lanci in verticale di Bonucci e di stanche aperture sugli esterni. Aperture che non hanno portato a nulla di buono, se non a un’occasione dopo pochi secondi. Belotti di testa, palla che sfiora il palo e finisce a lato. Per il resto, partita di sole botte: gli svedesi (soprattutto Berg e Toivonen) si appoggiano sempre sull’uomo, la Svezia prova a giocare sulle seconde palle ma non è praticamente mai pericolosa. L’Italia vive qualche periodo di governo nel possesso palla, ma la mancanza di idee ha vanificato certi momenti.

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