Agricoltura sempre più a rischio a causa della siccità

 

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L’estate del 2017 è stata probabilmente una delle stagioni più tragiche, a livello di produzione agricola, degli ultimi decenni. Il livello di approvvigionamento idrico delle falde acquifere e dei bacini artificiali ha raggiunto, in molti casi, valori prossimi ai minimi storici. Basti pensare alle condizioni del Po o del lago di Bracciano durante le settimane centrali di agosto. Secondo l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) il futuro ci riserva altre, amare sorprese.

“La situazione è diversa dallo scorso anno ma, allo stato delle cose, sono prevedibili nei mesi a venire, ulteriori casi di difficoltà nelle disponibilità idriche per l’agricoltura, con ricadute non solo economiche, ma anche ambientali. Trovarsi già ora ad effettuare proiezioni credibili è molto importante, e aiuterà ad accorciare i tempi delle risposte dei territori” ha dichiarato il presidente dell’Associazione, Francesco Vincenzi.

A queste parole ha fatto seguito l’intervento di un altro funzionario dell’ANBI, Massimo Gargano, secondo il quale “nell’immediato futuro probabili eventi contingenti ci obbligheranno a superare gli interessi provati a favore del bene collettivo delle comunità e dei territori.”

In altre parole ciò che dovremo attenderci nei prossimi anni sarà uno stato di siccità diffusa, aggravato da una viscerale mancanza d’invasi adeguati al trattenimento delle acque irrigue; un problema che nel nostro Paese viene paventato a cadenze periodiche da geologi, agronomi ed esperti del settore, ma che spesso viene ignorato da chi  detiene il potere decisionale.

di c.v.

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