AGLIETTI SELVATICI

i miei genitori erano molto poveri, lo stipendio serviva per pagare l’affitto, un paio di scarpe ogni tre o quattro anni, una maglietta e un paio di pantaloni che mi si ritiravano addosso perché crescevo.
Non ho mai sofferto le fame, ma abbiamo mangiato tutte le erbe spontanee che possano esistere e che andavamo a raccogliere negli oliveti o nei campi abbandonati, la pasta fatta in casa perché la farina costava poco, la carne una volta la settimana, la domenica, poi c’era l’orto a salvarci e mia madre sapeva inventare molto spesso involtini ripieni soprattutto di pane ammollato, erbe profumate un pò di verdura e un goccio di pomarola per inzupparci tanto pane, formaggi e salumi ne avevamo sentito parlare.20232393_1343863349046241_2383332912190791401_o
Ricordo però con molto piacere cipolle e agli selvatici inzuppati nel sale (l’olio era un miraggio) buoni da morire, le insalate di erbi di campo, sapientemente dosati escludendo quelli amari che venivano lessati in tanta acqua.
Sembra una cosa non veritiera, un racconto di chi vuol prendere in giro perché non è possibile al giorno d’oggi pensare una vita del genere, eppure era la vita di quasi tutti negli anni ’50 inizio ’60.
Gli aglietti e le cipolle fanno l’alito peso ? a quel tempo nessuno aveva l’alito peso, non sentivamo nemmeno l’odore delle stalle o del perugino nei campi, l’odore di sudore era di una persona che lavorava sodo per la famiglia e non uno da scanzare che non si lava. A CURA DI EZIO LUCCHESI20158017_1343863352379574_4125923073470776696_o

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