Accadde oggi, 16 Maggio: 1944, i deportati Sinti e Rom ad Auschwitz danno vita ad un’eroica insurrezione! 16 maggio 1944

 

I campi di concentramento servivano soprattutto ad annientare l’identità e la volontà dei reclusi: cioè a spengerli prima nella morale, prima che fisicamente! Così appare cosa straordinaria, la rivolta attuata dai Sinti e dai Roma ad Auschwitz, unico o raro caso avvenuto in un lager nazista.

 

di Daniele Vanni

 

 

Quando, di fronte a tutti gli immensi problemi e le vastissime incognite che stanno di fronte alla “razza” umana, vedo prendersela con sparute minoranze come gli “zingari” (al di là delle loro piccole, oggettive, responsabilità!) mi viene sempre in mente, quello che mi diceva un mio insegnate di Psicologia Dinamica, che la salute mentale risiede nella plasticità e la patologia nella rigidità. In questo senso, si potrebbe anche parlare di Patologia del Pregiudizio.

È possibile eliminare il pregiudizio nell’individuo e nella società?

In generale è questo il compito “terapeutico” che le scienze sociali e quelle psicologiche si sono proposte, senza peraltro riuscire a fornire una risposta universalmente valida.

Insomma, sappiamo tutti delle resistenze ad integrarsi dei popoli oggi ex-nomadi, della loro propensione a vivere di furterelli (ben altri sono i grossi furti e le immense rapine a questo mondo!) ma da lì a far campagne politiche, per raccattare qualche punto percentuale di voti alle lezioni, additando, queste etnie (che sembra mandate dall’India, come musici, ad Alessandro Magno…e un certa tendenza alla musica hanno sempre mantenuto, basta pensare al Flamenco e ai Gitani!) come responsabili del male della nostra società, ci dovrebbe correre un bel po’ di buon senso e di pudore!

Detto che conosciamo il modo di vivere assai diverso dal nostro, dei cosiddetti “Zingari” che chissà perché oggi viene considerata una parola offensiva, anche se è più giusto chiamare ogni gruppo con il loro vero nome, e quindi: Rom, Sinti, Camminanti,       bisognerebbe conoscere anche i lati positivi, come ad esempio le eccellenze che pure hanno avuto in diversi campi e discipline e la loro capacità di non piegarsi, di fronte alle tante emarginazioni subite, indomabile, caso pressoché unico, fra i civili, i militari e le altre etnie relegate, annientate nei campi di sterminio nazisti.

Il 16 maggio 1944, i deportati Sinti e Rom del campo di concentramento di Auschwitz dettero vita ad un’eroica insurrezione contro le SS.

In questa giornata 4.000 Rom internati nello zigeunerlager di Auschwitz, decisero di opporsi ai loro aguzzini, che secondo programma erano venuti a prelevarli, per condurli nelle camere a gas. Di fronte a un’umanità ridotta in condizioni pietose – formata da nugoli di bambini pelle e ossa, donne e capifamiglia scalzi – si trovava la più potente e organizzata macchina di oppressione e morte di tutti i tempi. Non furono solo gli uomini a decidere di non piegare il capo di fronte ai carnefici in divisa; anche le manine ossute dei bimbi e delle donne raccolsero pietre, mattoni, spranghe, rudimentali lame e tutti insieme i Rom di Auschwitz dissero: «No!».

Prima della liquidazione degli zingari di Birkenau, pianificata per il maggio del 1944, vennero trasferiti negli altri campi del Reich tutti quelli ancora idonei a lavorare. Ma l’allora Lager Führer, Georg Bonigut avvertì gli zingari dell’imminente arrivo delle SS. Così il 16 maggio gli zingari, organizzandosi e munendosi con qualsiasi attrezzatura potesse essere usata come arma di difesa, riuscirono momentaneamente a contrastare le SS.

L’eliminazione degli zingari fu tuttavia solo posticipata al 2 agosto dello stesso anno. E prima di questa data i nazisti pensarono bene di dividere la popolazione zingara, trasferendo più di 1.000 individui a Buchenwald, in modo tale da togliere forze fresche pronte a resistere nuovamente. La notte del 2 agosto, 2.897 zingari tra uomini, donne e bambini trovarono la morte nel crematorio numero 5, quello più vicino allo Zigeunerlager. Che la giornata sia come il vento che non si posa in nessun luogo e raccoglie le storie degli umani che non hanno storia.

Gli ebrei italiani che testimoniano di quella notte collocano questo evento tra i ricordi più tristi. Gli zingari erano coloro che suonavano, cantavano, e che con le voci dei propri bambini regalavano un po’ di vita a Birkenau; dopo la loro eliminazione il lager cadde nel silenzio.

In Italia i cosidetti “zingari” sono circa 170 mila, appartenenti in gran parte alle due etnie maggiori: i Rom e i Sinti.

Si differenziano principalmente per dialetto, provenienza geografica e occupazione. I Rom, arrivati prevalentemente dall’Est Europa, si sono tradizionalmente dedicati al commercio di rame e ferro.

I Sinti, originari delle regioni del Nord e dell’Ovest del Vecchio Continente, hanno una lunga tradizione come giostrai e circensi.

A dispetto degli stereotipi, oltre la metà di loro è italiana. Molti lo sono da generazioni, alcuni addirittura da secoli.

Appena il 30% arriva dalla Romania.

Secondo fonti storiche i primi ad arrivare furono i Rom abruzzesi, giunti via mare dai Balcani nel 1300, circa 200 anni prima che i Sinti, spesso identificati come ‘zigani italiani’, giungessero dal Nord Europa.

Solo tra il 30 e il 35% dei rom presenti in Italia proviene invece dalla Romania, anche se il nome induce spesso in inganno. Un altro 10-15% viene dai Paesi della ex-Jugoslavia.

Solo 40.000, cioè solo ¼ di loro, vivono nei cosiddetti campi nomadi, che sono ormai stanziali ed in condizioni spesso spaventose.

Il Porrajmos(sterminio dei Rom e dei Sinti nei campi nazisti) assai meno noto della Shoah ebraica, si calcola che assurse a ben 500.000 morti!

 

 

 

 

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