Accadde oggi, 13 Giugno: 313, Costantino ammette il culto e la professione della religione cristiana

 

C’è chi ha pensato alla cabala della data. Data che è stata spesso equivocata: con oggi, l’Imperatore, per mero calcolo politico, non istituiva il Cristianesimo come religione di stato il che avvenne poco dopo, ma ne ammetteva il culto, non potendo più proibirla per l’alto numero di proseliti e fedeli che Costantino voleva come alleati.

 

di Daniele Vanni

 

Alla fine del III secolo, per molti versi l’Impero Romanomostrava la corda.

Il suo vastissimo territorio, premuto da tanti popoli su tanti confini, minato da profondissime crisi interne, reggeva con molte difficoltà.

Per questo l’Impero era stato diviso in due: Occidente ed Orientee ciascuna parte era divisa tra due poteri, così che si avevano due Augusti e due Cesari (Tetrarchia).

E l’impero, di fatto aveva quattro capitali.

Per di più, il Cristianesimo all’interno si era così espanso a danno del Paganesimo, da essere ormai predominante.

Già l’Imperatore Galerio, nel 311, aveva dovuto far cessare per legge, le persecuzioni dato che i Cristiani erano maggioranza.

Adesso, a Milano, si sottoscriveva un patto, era il febbraio del 313, ma venne promulgato e diffuso il 13 giugno, tra i due Augusti dell’Impero romano, Costantino per l’Occidente e Licinio per l’Oriente, in vista di una politica religiosa comune alle due parti dell’impero. Un editto per concedere a tutti i cittadini, e quindi anche ai cristiani, la libertà di onorare le proprie divinità.

Dopo gli accordi di Milano, di fatto, la politica religiosa verso i cristiani passò dalla tolleranza, al sostegno della nuova religione. Anche se in Oriente i cristiani erano ancora mal tollerati, in applicazione degli accordi di Milano, Licinio concesse a tutti i cristiani della sua parte dell’impero il diritto di costruire luoghi di culto; inoltre dispose che fossero loro restituite le proprietà confiscate.

La nuova politica religiosa trovò espressione nella nuova monetazione inaugurata dalla diarchia Costantino-Licinio.

E quando Costantino mosse guerra e la vinse all’Oriente, pose il suo governo sotto il segno del Dio unico dei cristiani e scelse come interlocutrice spirituale la Chiesa “cattolica”, cioè universale. Di lì a poco, s’introducevano usanze e leggi religiose che hanno segnato il nostro vivere fino ad oggi:  la domenica era da ora riconosciuta anche dallo Stato come giorno festivo (dies Solis); si proibivano magie e alcuni riti della religione tradizionale (la divinazione privata, fatta nelle case); si chiudevano i templi e si vietava che nei giochi circensi si sacrificassero i condannati a morte. Nel 326, l’Imperatore Costantino emanò una legge che proibiva l’adulterio e vietava di portare a casa le concubine, inoltre stabilì che gli ebrei non potessero più convertire gli schiavi, né praticare su di loro la circoncisione. Con Costantino, il clero assunse un’importanza sociale elevata, attirando anche per questa ragione le migliori intelligenze dell’impero.

D’altra parte Costantino, da grande politico, non proibì mai il culto pagano. Manifestò rispetto verso i fedeli della vecchia religione, specie verso la classe senatoriale, che aveva continuato a professare la religione tradizionale.

Prime monete con simboli cristiani

Costantino ed il Segno

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