Accadde oggi, 11 Luglio: 1982, l’Italia è Campione del Mondo!

 

Quella sì, fu una “notte magica”! Quelle, otto anni dopo, cantate dalla Giannini e Bennato, lo furono, non solo calcisticamente, molto meno! L’Italia aveva esaurito il suo ultimo, secondo boom: quello degli anni ’80, quando addirittura si pensava alla lira pesante! Il Mondiale ’90, fu “magico” solo per chi gestì il mega-affare dei mega-stadi e delle infrastrutture (e brutture!) che inutilmente spuntarono ovunque! Dopo poco, sarebbe stato: “Mani pulite”!

 

di Daniele Vanni

 

Gli anni ’80, ce ne siamo resi conto dopo, molto dopo, furono per noi Italiani, quelli di un secondo boom.

Ne erano trascorsi appena due dall’inizio di quel decennio, che vincemmo i Mondiali di Calcio. In Spagna.

In quella sera di piena estate, facemmo festa e caroselli come tutti.

Oggi attraverso le foto, ci rendiamo conto com’è stato veloce questo secolo che alcuni storici definiscono: “Breve”. Forse anche per la velocità delle trasformazioni!

A vedere l’Italia, la prima nazionale del 1910, con i calzoncini diseguali, sembra di vedere atleti di un altro pianeta!

La prima Italia all’Arena Civica di Milano nel1910 Il 15 maggio 1910 la nazionale italiana, allora in maglia bianca (perché la maglia bianca costava 7 centesimi in meno di quella colorata), giocò all’Arena di Milano la sua prima storica partita, affrontando in un’amichevole la Francia. La formazione mandata in campo contro la Francia è composta da: De Simoni (U.S. Milanese); Varisco (U.S. Milanese), Calì (Andrea Doria); Trerè (Ausonia), Fossati (Inter), Capello (Torino); Debernardi (Torino), Rizzi (Ausonia), Cevenini I (Milan), Lana (Milan), Boiocchi (U.S. Milanese). La partita finì 6 a 2 in favore dell’Italia, capitanata proprio da Franz Calì.

 

Sono già molto diversi, da quelli, ma lontani anni-luce da noi, gli atleti fascisti di Pozzo che vinsero il secondo (Italia) ed il terzo (Francia) mondiale disputatosi. Il primo era stato nel 1930, Coppa Rimet, in Uruguay.

 

 

Le notti magiche che furono tali solo per coloro che idearono e costruirono o i brutti stati del’90 (i cui scandali, stranamente! non hanno dato adito a niente! Anzi alcuni dei protagonisti sono pronti per le molto improbabili, prossime, Olimpiadi di Roma!) era ancora al di là da venire.

Eravamo ancora negli anni del secondo boom italiano, quello degli anni ‘80, quando volevamo fare la lira pesante e non sapevamo che da lì ad un decennio sarebbe stato “Mani pulite”: il masochismo più forte che uno stato moderno abbia mai attuato, con la volontà di Antonio Di Pietro-Robespierre che ha fatto vedere come s’introduce la moralità in un paese moderno! Infatti dopo Mani Pulite sono giunti…politici non migliori, se non altro perchè prima c’era il controllo dei partiti, dei Democristiani e dei Socialisti!

E noi, quasi tutti, contenti, quella sera d’estate, dopo il ghigno d’esultanza di Tardelli che per di più era Garfagnino….

Ma come sono diversi dai giorni nostri, la compostezza di Zoff…

 

 

Otto anni dopo, in Italia, almeno all’apparenza, erano quasi tutti contenti, concentrati sulle gesta della squadra di Totò Schillaci, Walter Zenga, Roberto Baggio guidata da Azeglio Vicini. Anche quella una grande occasione persa, con un terzo posto amaro dopo la semifinale di Napoli persa ai rigori con l’Argentina di Diego Armando Maradona.

Sono passati 24 anni e sembra di vedere un album di secoli fa: non c’è un tatuaggio, non un orecchino, non ci sono immigrati, non ci sono creste di capelli e nemmeno intarsi fra i peli…un altro mondo…tanto che viene da chiedersi: ma siamo parenti degli atleti del 1910 o di quelli più recenti? O abbiamo subito una modificazione genetica?

Eppure eravamo lì a vedere un deludente Armando Maradona a Firenze. Che sbagliò anche un rigore contro la Yugoslavia, ma già mi rendevo conto, non lasciandomi prendere dai suoi dribbling, che il bello non era in campo, ma in ciò che era avvenuto tutto intorno!

 

Incredibili spese! Una vera voragine!

7.230 miliardi delle vecchie lire (più di 6.000 provenienti dalle casse statali), in euro 3,74 miliardi! ma ci sono anche altre interpretazioni di quelle spese che portano la cifra oltre i quattro miliardi.

Allora un biglietto del bus costava 900 lire (46 centesimi), un quotidiano 1.200 (62), un caffè 700 (36).

Gli Americani, quattro anni dopo, tirarono fuori per organizzare il loro mondiale 80 miliardi di lire!

E fu spaventoso il livello di crescita delle spese previste. Lo stadio Delle Alpi a Torino – nel frattempo demolito per far posto al più moderno Juventus Stadium! – presentò un rialzo di spesa del 214 per cento.

L’ Olimpico di Roma (ed ora si decide per uno stadio nuovo!) vide lievitare i costi del 181 per cento, con una spesa di 235 miliardi di lire!

A Bologna si “fermarono” al 91, a Verona all’81.

L’incremento medio fu dell’84 %! L’86 % dei lavori fu affidato grazie a trattative private!

Il Mondiale fu assegnato nel 1982 e Franco Carraro, (tre volte ministro in quota Psi, dal 1989 al 1993 sindaco di Roma, dal 1978 al 1987 presidente del Coni) ebbe a dire: “Il Mondiale sarà l’occasione più opportuna per dimostrare non solo le nostre capacità organizzative…”

Alla direzione del Comitato organizzativo locale fu nominato Luca Cordero di Montezemolo. Il suo slogan fu “Realizzare un sogno”.

Per questo, forse, è oggi in “campo” per le Olimpiadi di quella Capitale che…

 

 

Lui certo ce la fece. Sul campo, il sogno lo realizzarono i Tedeschi, ma prima di loro erano arrivati tutti quelli che riuscirono a lucrare su appalti d’oro, non solo degli stadi, ma anche su opere pubbliche di più che dubbia utilità e molto spesso lasciate incompiute.

Simbolo del disastro, quello che fu presentato il terminal di Ostiense, abbandonato (costo 350 miliardi lire) e recuperato dalla fatiscenza nel 2012 da Oscar Farinetti per la catena di grandi negozi e, poco dopo, anche come stazione di partenza dei treni veloci del Consorzio Italo, del quale – ironia della sorte – lo stesso Montezemolo è stato presidente.

 

Ma ci furono ecomostri poi abbattuti, gallerie per treni dove due contemporaneamente non riuscivano a passare, perchè si erano prese male le misure…parcheggi per gli spettatori dei mondiali inaugurati due, tre anni dopo, stadi sovradimensionati per megalopoli, oggi demoliti o abbandonati…tanto e tale che Platini, attaccando (per farsa, i due sono sempre stati d’accordo, e d’accordo sono andati a fondo!) Blatter, citava il mondiale italiano come l’esempio più negativo mai avvenuto in una competizione sportiva!

 

 

E chi se ne intende di bilancio dello stato assicura che ci sono ancora mutui accesi che paghiamo ancora adesso!

Il disastro del 1990 ha avuto come eco solo l’apertura di numerose indagini, quasi tutte finite nell’impunità. Seguite da due proposte di commissioni di inchiesta parlamentare. La prima al Senato nel maggio 1992, a scandalo ancora caldo, proposta dal deputato Raffaele Costa (all’epoca Pli, poi Forza Italia) e un’altra nel maggio 1999 promossa dal senatore Athos De Luca (all’epoca dei Verdi, oggi Pd).

Noi ci preoccupammo del pari di Caniggia, nella semifinale con l’Argentina, dei successivi rigori sbagliati, di un’uscita a vuoto di Zenga sulla testa di un argentino che non mi ricordo neanche chi fosse, ma fermò l’Italia. L’Italia si fermerà davvero, poco dopo, con Mani Pulite, che forse prese l’avvio anche da quelle inchieste tutte rimaste, inspiegabilmnente, nei cassette.

Quanto siamo cambiati, anche vedendoci attraverso le formazioni di calcio, come figurine Panini della Storia!

Solo gli scandali sono sempre gli stessi!!!

 

 

team_Euro_2012_final

 

Nazionale_di_calcio_dell’Italia_-_Mondiali_1934

 

Italia82

 

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